LA RICERCA DI É – Indice

IL PROGETTO DI ARCHITETTURA, CITTÀ E TERRITORIO IN ETRURIA E NEL MONDO ANTICO

INDICE

PARTE PRIMA

ALLA RICERCA DEL PROGETTO

Le problematiche del Progetto Antico di Architettura e di Teo-pianificazione e i Concetti che lo hanno formato; il suo sviluppo storico fino alla fondazione della prima città: Uruk a Sumer. Il rapporto Progetto-Matematica e i suoi principi fondamentali.

CAP. 1. IL PROGETTO NEL MONDO PRE-PITAGORICO: INTRODUZIONE ALLE PROBLEMATICHE

Presentazione

1.1. Premessa al Progetto della Forma

  • Introduzione
  • I contenuti del Progetto antico: che s’intende per Progetto?
  • Gli inizi della ricerca
  • Ho incontrato i numeri
  • Progetto e Mito: i numeri sono il linguaggio del Mito e del Progetto
  • L’Universo è geometria e numeri interi
  • La creazione del Progetto non può essere un’atto contro-dio
  • La Terra è specchio del Cielo
  • Che significano Geometria e numeri interi?
  • Gli uomini del progetto
  • Conclusioni sul Progetto

1.2. Matematica e Progetto nel Mito (lo spazio nella mente dell’uomo)

  • Il pensiero moderno e contemporaneo sulla matematica prepitagorica
  • Cosa pensavano gli Egiziani della matematicia e dell’Architettura?
  • Esisteva la Scienza prima di Pitagora? si, perché c’era il Progetto (Leonardo da Vinci: “la pittura è mentale”)
  • La nascita del Progetto nel Mito: le rappresentazioni pittoriche
  • Il progetto di Architettura del Paleolitico Superiore: Gobekli Tepe
  • L’eresia di Gobekli Tepe rispetto alle teorie novecentesche
  • L’architettura di Gobekli Tepe
  • L’orizzontale e il verticale: matematica e simboli
  • Il Santuario era un motore e condivisore di cultura: questa è la rivoluzione
  • Nevali Cori e Cayonu Tepesi all’inizio del neolitico mediorientale
  • Le condizioni di sviluppo del Progetto paleo-neo-litico nel medio oriente
  • Gerico e Catal Huyuk
  • Conclusioni su Gerico e Catal Huyuk: non saranno stati anch’essi santuari
  • L’avvento del Farming e la cultura del villaggio-territorio
  • Le culture neolitiche di villaggio nel medio oriente
  • Matematica e misure nella cultura Obeid

1.3. Cosa ha fatto nascere la città? (l’Era Urbana comincia con Uruk a Sumer)

  • I miei riferimenti
  • Lo sviluppo non lineare della civiltà
  • L’Era Neolitica del Farming è stata conservativa; l’ecosistema si è diviso in natura antropizzata e selvaggia
  • Fiumi e pianure coltivabili richiamavano insediamenti
  • L’evoluzione si origina dallo sforzo di trasformazione dell’ambiente; la bonifica idraulica ha mostrato la capacità di azione di una comunità
  • Il neolitico è l’era dello sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali
  • La città nasce dal pensiero cosmologico dei Sumeri (la città è mentale)
  • La città ordinava l’impatto antropico sull’ambiente in armonia con la Natura
  • La città e il Viaggio
  • La Città, lo Stato, il Tempio
  • La città viene teo-pianificata perché è un micro-cosmo
  • Uruk e l’Eanna: L’avvento della città e il ritorno del Tempio
  • Ho trovato É
  • I primi disegni planimetrici di architetture
  • Conclusioni sulla prima città

1.4. Matematica e Progetto della Forma: introduzione alle regole

  • Introduzione al linguaggio matematico antico
  • La natura matematica dell’Universo: è un’affermazione “scientifica”
  • La struttura matematica dell’Universo era fatta di figure geometriche e numeri interi
  • La matematica delle origini e i principi cosmologici, introduzione
  • 1. Aritmetica e geometria formavano l’Universo armonico
  • 2. La dualità cielo-terra era il più forte principio filosofico-matematico del mondo antico
  • 3. Il principio di creazione e di creazione-trasformazione era rappresentato dal triangolo rettangolo 3,4,5
  • 4. In Egitto, il concetto del dopo-morte con l’anima che ascende al cielo è figurato col quadrato e il cerchio circoscritto: è il Sistema Cubito Reale, con la conoscenza di pigreco.
    La matematica delle origini e le misure (aritmetica, geometria e misure erano una stessa cosa)
  • La matematica delle origini e l’orientamento solare
  • La matematica delle origini e la divisione spaziale del territorio

PARTE SECONDA

I FONDAMENTI TEORICO SCIENTIFICI DEL PROGETTO

Si presenta la ricostruzione della Matematica delle Origini, comprendente Figure Geometriche, Numeri, Misure, Orientamento Solare e Divisione Spaziale, per capire, e soprattutto analizzare, la cultura architettonica antica, cioè il mondo egiziano, sumerico-mesopotamico-semitico, fino al mondo etrusco.

CAP. 2. IL LINGUAGGIO MATEMATICO ANTICO: FIGURE GEOMETRICHE, NUMERI, MISURE

2.1. Geometria e Aritmetica delle origini

  • Premessa
  • Elementi matematici archetipi
  • Nulla e uno
  • Linea
  • Triangolo
  • Triangolo rettangolo 3,4,5
  • Rettangolo 3×4 da due triangoli isiaci
  • Triangolo rettangolo 1,2
  • Rettangolo perfetto 1×2
  • Il rettangolo di 3×5
  • Quadrato di lato 1 dal triangolo rettangolo 1,2
  • QuadratoTerra e Croce dei Cardinali
  • Quadrato di lato 5
  • Dal quadrato al cubo
  • Cerchio e sfera
  • Quadrato di lato 5 e diagonale 7 e Cerchio di diametro 7 e circonferenza 22
  • La superficie del cerchio
  • L’occhio sinistro di Horus e le frazioni egizie
  • Il quadrato di lato 8
  • Il cerchio di diametro 9
  • La trasformazione di quadrati e rettangoli in cerchi e viceversa
  • La quadratura del cerchio rappresentata da Osiride
  • Gli dei sono numeri: il numero 7 è la dea egiziana Neith, Atena
  • I Numeri Interi: numeri primi e  numeri composti
  • I numeri primi
  • I numeri composti

2.2. Teoria degli Orientamenti antichi: architetture, città, territori
2.2.1.  L’orientamento solare NSEW

  • La Sintonia con l’Universo
  • Osservatorio solare: scoperta dei solstizi, degli equinozi e della croce dei cardinali
  • L’imbrigliamento del sole: l’orientamento con lo Gnomone-Obelisco
  • Il metodo di orientamento in un giorno
  • L’Orientamento Gnomonico: un’altra grande e rivoluzionaria scoperta

2.2.2. L’orientamento secondo GENIUS LOCI

  • Anche gli orientamenti non solari devono essere in sintonia con l’universo
    Genius Loci
  • Le misure degli angoli come rapporti numerici
  • Il precedente: l’inclinazione della piramide nel papiro di Ahmes, il Seqt
  • Le conoscenze dello scriba Ahmes sono passate nel mondo Minoico-Miceneo

2.2.3. Il metodo geometrico per realizzare orientamenti territoriali non canonici

  • Il rito di fondazione
  • Il tracciamento di un orientamento non canonico
  • Direzioni dell’orientamento
  • Reciproche rotazioni fra centuriazioni
  • Sequenza delle operazioni di tracciamento

2.3. Le radici della Misura
2.3.1. l’Egitto

  • Nascita della misura in Egitto
  • Il Cubito Reale: “meh niswt”
  • Il Piede Reale: “pedj-aa”
  • Il Palmo Reale: “schesap”
  • Il Dito, “d’jeb’a”
  • Il “Remen” e doppio “Remen”
  • Perché il Cubito Reale era diviso in 7 parti?
  • L’unità di misura della terra e del cielo e la quadratura del cerchio
  • Il sistema Cubito Reale
  • Le misure del Cubito Reale nascono dalla Geometria
  • I multipli del Cubito Reale: Khet, Stadion, Itèru
  • L’ipotesi del Cubito di Circonferenza non è valida
  • Il Cubito Reale Egiziano: misura della geometria dell’Universo
  • L’ipotenusa del triangolo rettangolo (1,2) misura tre palmi
  • Il CR può essere il perimetro del rettangolo 1,2
  • Il CR può essere appartenuto anche al triangolo isiaco 3,4,5
  • Il CR può essere stato anche la diagonale del quadrato costruito sull’ipotenusa 5
  • Il Piede Reale: “pedj-aa” contiene la misura proto-aurea
  • Il cubito comune: “meh nedjes”

2.3.2. La Mesopotamia

  • Il cubito sumerico, il piede di Gudea, il cubito accadico e babilonese
  • Caratteri matematici e religiosi delle misure
  • Il rettangolo di base di 1×2 Kus
  • Sar
  • Iku
  • Bur
  • Shar

2.3.3.  Conclusioni sulle misure mesopotamiche e egiziane

2.4. Le misure etrusche dell’architettura e del territorio

  • Premessa
  • La tesi
  • La metodologia di analisi
  • Un caso di studio: il Palazzo di Murlo a Poggio Civitate: il Pes e il Passus
  • Un secondo caso di studio: il tumulo della Montagnola a Quinto Fiorentino
  • Nel tumulo della Montagnola l’unità di misura è il Cubito
    • osservazioni sulle misure date
    • il rettangolo-doppio quadrato delle camere laterali
    • la ricerca di congruità con le altre misure del monumento
    • la misura del lato corto del vestibolo
    • ritorniamo alle camere laterali
    • il risultato: la misura etrusca fondamentale, il Cubito
  • Una digressione logica sulla Successione di Fibonacci
  • Il rapporto proto-aureo 5/3 è una caratteristica dell’architettura etrusca
  • Conclusioni sul cubito etrusco
  • Nel Sistema Cubito etrusco si inserisce il Palmo
  • La geometria delle misure etrusche
  • Da dove proviene il cubito etrusco?
  • Le misure lineari etrusche medie e le corrispondenti misure romane

2.5. Le misure etrusche nelle divisioni spaziali: la ricostruzione della teoria aritmetico-geometrica

  • L’analisi delle misure delle divisioni territoriali: considerazioni sulle misure della Limitatio romana
  • Il quadrato come figura topica della divisione territoriale
  • Le misure tipiche delle centuriazioni romane
  • Perché un QTE è composto da 2400 Pes (480 Passus, 20 Actus)?
  • Una prima analisi della forma quadrata
  • Alla ricerca dei divisori del QTE
  • La divisione del QTE: il QTE2
  • Il QTE 2 è la base della divisione territoriale, con i limites intercisivi
  • Un multiplo ricorrente: il Saltus
  • La divisione del QTE in 10 parti: la divisione Romulea
  • La divisione decimale del QTE: il quadrato Heredium
  • La divisione decimale del QTE: ll rettangolo Iugerum è una figura archetipa della matematica delle origini
  • 1/2 Iugerum è 1 Actus quadrato = 6×6 Sar mesopotamici
  • Ancora altri divisori del QTE
  • I divisori 4,8,16 del QTE: il Templum
  • I divisori 3,6,12 del QTE: il mondo sotterraneo?
  • L’introduzione del cubito, CA, fra le misure
  • La divisione decimale del QTE
  • La divisione Templum
  • La divisione Iku
  • La sub-divisione del quadrato centuriale
  • Interpretazione della Limitatio delle origini
  • Il Palazzo di Murlo è esattamente un QTE/12
  • Il tempio dell’Ara della Regina è esattamente un QTE/16
  • La ulteriore divisione di QTE/10, QTE/12, QTE/16
  • Inferi, terra, cielo, nella divisione spaziale duale del territorio
  • Il confronto con le divisioni spaziali mesopotamiche
  • La probabile evoluzione della centuria etrusca dal rettangolo al quadrato territoriale
  • Le misure territoriali etrusche sono le stesse della Divisione Spaziale
  • L’Acnua e lo Iugerum, misure principali delle divisioni spaziali: agrarie ed anche urbane
  • I sottomultipli dell’Acnua-Iugerum
  • Il modulo duodecimale di superficie dello Iugerum: lo Scripulum e il 1/2 Scripulum
  • Altro modulo duodecimale: l’Uncia
  • L’Acnua decimale: è 1/100 dell’Acnua quadrato
  • Il territorio etrusco non presenta solo misure agrarie come l’Acnua
  • Tabelle di confronto fra misure etrusche e romane di lunghezza e di superficie

2.6. Matematica e progetto: sintesi degli strumenti

  • Le figure geometriche, il numero, la misura, l’orientamento

 

PARTE TERZA

ARCHITETTURE ETRUSCHE: TEMPLI E TUMULI

Si analizzano i monumenti etruschi attraverso il linguaggio matematico che forma la loro struttura: 10 templi e  7 tumuli, fra i maggiori dell’Etruria. Essi parlano molto, perché i Progetti sono il pensiero di quegli uomini, ancora intatto dopo millenni. L’analisi dettagliata di ogni monumento è accompagnata sempre da una serie di figure geometriche interpretative e significative.

CAP. 3. LE ARCHITETTURE ETRUSCHE: I TEMPLI E I TUMULI

3.1.        PREMESSA: ETRUSCHI E TIRRENI, ETRURIA E EGEO

  • Il Mare Egeo
  • Precisazioni sui termini: Tirreni, Pelasgi, Etruschi
  • Perché dovrebbero esserci Tirreni-Etruschi-Pelasgi in Egeo?
  • Il substrato pre-ellenico e la rivoluzione politico-etnica dell’Età del Bronzo
  • Lingue anatoliche e substrato pre-ellenico in Egeo
  • Geografia del substrato pre-ellenico
  • Hyksos, Minoici, Micenei
  • Si apre uno spiraglio sui Tirreni-Etruschi, Micenei e Pelasgi in Grecia fra il XVII e il XII sac
  • Misure, architettura, “micenaean highways” e bonifiche idrauliche su suolo greco
  • Gli Etruschi proseguono le conoscenze tecniche micenee nell’Occidente
  • XIII e XII sac: Tebe, Troia, i Popoli del Mare, Dori, Ioni, Eoli
  • La diaspora micenea e la fine dell’Età degli Eroi
  • I Nòstoi achei-micenei
  • Il caso dei Peleset o micenei di Canaan e dei Greci immigrati a Cipro: sono Achei, Argivi.
  • La rivalutazione del ruolo della civiltà canaanita
  • È esistita una diaspora tirrena ?
  • Le città canaanite esportano la Polis

3.1.1.     INTRODUZIONE ALL’ANALISI DEI TEMPLI ETRUSCHI

  • Premessa
  • Le metodologie d’indagine

3.1.2.     Il modello vitruviano di tempio etrusco

  • Premessa
  • Misure del Tempio Formale fornite da Vitruvio
  • La planimetria
  • Due rettangoli proto-aurei 5×3 nella planimetria
  • Il rettangolo proto-aureo rappresenta la misura etrusca
  • Il tempio rappresenta la figura dello Shar sumerico diviso in 6×10=60 Bur
  • Il Templum è formato dall’insieme delle celle e dal pronao-portico
  • Le celle sono figure geometriche fondamentali della matematica delle origini
  • Da dove ha tratto queste informazioni Vitruvio?
  • Un’altra espressione della divisione 3-4-3
  • L’alzato del tempio formale
  • Cinque rettangoli proto-aurei nel fronte del tempio formale
  • Rettangoli proto-aurei nelle architetture etrusche antiche
  • L’altezza delle colonne
  • Alcune ipotesi sulle misure mancanti
  • Il Tempio descritto da Vitruvio è un diagramma cosmologico

3.1.3.     Il quadrato di Poggio Civitate

  • Il quadrato è una scacchiera
  • Il cortile è luogo di culto
  • L’orientamento del quadrato di Poggio Civitate
  • I numeri-misure del quadrato di Poggio Civitate
  • Il quadrato di Poggio Civitate corrisponde a un modulo della Limitatio
  • Coincidenze fra il palazzo di Murlo e il Kabeiron di Lesmos
  • 120×120 CA= 1 Iku: la superficie agraria mesopotamica

3.1.4.     Il santuario e il tempio del Portonaccio a Veio

  • Premessa
  • La costruzione planimetrica del tempio
  • Approfondimento delle misure del tempio
  • L’analisi matematica della planimetria
  • Le celle laterali
  • La cella centrale
  • Il pronao
  • Il secondo piano di lettura: tutti rettangoli proto-aurei
  • Il tetto
  • Il terzo piano di lettura: la scacchiera quadrata
  • Riflessioni sul quadrato di 72×72 palmi: è 1/10 dell’Acnua quadrato
  • Il santuario del Portonaccio contiene la divisione romulea in rapporto 1/10
  • Il perimetro dell’edificio esprime la misura del Quadrato Territoriale QTE
  • La sub-divisione per 5 e per 4
  • Il tempio del Portonaccio custodisce la prova che la divisione romulea è etrusca
  • L’orientamento del tempio e del santuario
  • L’orientamento del tempio è 22/7=3,14
  • Il completamento della forma del santuario
  • Il cortile, l’altare e gli altri edifici
  • L’altare è un doppio rettangolo proto-aureo
  • Il rettangolo Iugerum del Portonaccio

3.1.5.     Il tempio di Giove Capitolino a Roma

  • Premessa
  • Il sito originario del tempio e il dio Terminus
  • Tin prende il posto di Terminus
  • La storia del Tempio Capitolino
  • L’analisi geometrica e numerale della planimetria
  • Il primo modulo quadrato10x11 (13)
  • Il secondo modulo quadrato 15×16 (20) e il modulo-base
  • La forma base di 30×33 (41) genera 6×11 (14) rettangoli aurei
  • Lo schema di 6×10 (12) rettangoli aurei 3×5
  • Le porte sacre
  • La ricerca delle misure dei moduli e dell’Unità di Misura
  • Le condizioni geometriche della misura
  • La tecnica di avvicinamento alla misura per approssimazione
  • Lo schema planimetrico modulare ricostruito
  • L’orientamento del tempio
  • Il culto

3.1.6.     II Santuario di Pyrgi a Caisra, Cere

  • Premessa
  • Il contesto storico di riferimento
  • Chi era Uni-Astre?
  • Il complesso santuariale di Pyrgi
  • A) Il tempio B dedicato a Astre
  • La Forma base del tempio
  • La divisione in tre parti del tempio fenicio: il tempio di Salomone
  • Il tempio di Ashtart a Kition, Cipro
  • Il tempio di Ashmoun a Sidone, in Fenicia
  • Il tempio canaanita di Ba’al a Hatzor del XIV sac
  • Il precedente egiziano: il primo tempio di Karnak
  • L’analisi geometrica del tempio di Astre: la divisione del quadrato in 7×7
  • I moduli 14×21 del tempio e la loro misura etrusca di 28×28 palmi
  • L’orientamento del tempio
  • L’ulteriore divisione modulare 28×42, col modulo di 14×14 palmi
  • Il problema della parte centrale e della cella
  • Le ipotesi ricostruttive del tempio di Astre
  • B) Il progetto unitario del Santuario
  • Il cortile del tempio di Astre ha un primo modulo di 49×49 palmi
  • L’edificio lineare a celle
  • L’altare
  • Lo spazio modulare di 98×98 palmi del Santuario e la collocazione del tempio A
  • C) Il tempio A dedicato a Uni
  • Il tempio etrusco di Uni ha tre celle
  • Il podio del tempio è un rettangolo di 35×49 moduli di 14×14 palmi
  • La classe numerale duale del tempio è speciale: 5 e 7
  • Il tempio è un rettangolo di 34×48 moduli di 14×14 palmi
  • L’orientamento del tempio di Uni
  • La ricostruzione del tempio di Uni
  • Gli dei etruschi di Pyrgi
  • Il mito tebano nel tempio di Uni

3.1.7. Il tempio di Piazza d’Armi a Veio

  • Descrizione
  • L’analisi della planimetria: la prima griglia: Podio/10
  • La seconda griglia: Tempio/10
  • La misura delle griglie modulari del tempio
  • La geometria dei rettangoli proto-aurei
  • L’orientamento del tempio

3.1.8. Il tempio del Belvedere a  Velzna-Orvieto

  • Premessa
  • L’analisi geometrica della planimetria. La prima griglia 16×21 moduli
  • Le misure etrusche del tempio
  • La geometria dei rettangoli proto-aurei
  • L’apparenza dopo la forma
  • L’orientamento del tempio

3.1.9. Il tempio Ara della Regina a Tarquinia

  • Premessa
  • Gli aspetti del tempio ritrovato
  • Un quadrato di pietra per Tages?
  • L’analisi della planimetria col linguaggio matematico
  • Il modulo quadrato dell’Ara della Regina rappresenta il Quadrato di Tages
  • Le misure etrusche del modulo di Tages
  • Le misure etrusche del tempio
  • L’orientamento del Quadrato di Tages
  • Un’altare proto-aureo interrato
  • L’orientamento del tempio
  • Le ragioni matematiche di questo orientamento
  • Il cuore del tempio di Tages: la grande cella centrale
  • La doppia griglia modulare 7×7 e 4×4 (modulo base 16×16 pl)
  • Il progetto modulare del Templum
  • Il progetto del podio
  • La forma del tempio
  • Il riferimento alla limitatio urbana: la misura templum di 90×90 cubiti
  • Gli influssi di Pyrgi
  • La dedica a Tages
  • La dedica a Artume
  • Gli dei dell’Ara della Regina
  • Il culto dei Kabiri-Penati come religione arcaica dei Tirreni-Etruschi

3.1.10.   Il Tempio Grande a Vulci

  • La descrizione
  • L’analisi della planimetria
  • Le misure della griglia, il modulo vitruviano e quello di Tages
  • Il Templum
  • La geometria del progetto: il modulo di 14×14 palmi
  • I rettangoli proto-aurei 3×5 del Templum
  • I rettangoli 3×5 e 4×3 del podio e della scalinata
  • La tipologia del tempio
  • La ricostruzione del progetto originario
  • La dedica a Uni-Astre per la ripetizione del tempio di Uni a Pyrgi
  • La struttura dell’orientamento

3.1.11.   Il Tempio arcaico di Mater Matuta in Sant’Omobono a Roma

  • Premessa
  • L’area etrusca coll’emporio tiberino
  • L’area era strategica per la nazione etrusca e per la monarchia etrusca di Roma
  • La costruzione del tempio
  • L’analisi matematica della planimetria
  • Il quadrato è diviso in 17×17 moduli di 12×12 palmi
  • I nove altari virtuali che formano il tempio
  • I rettangoli 3×5 delle celle laterali e quelli della cella centrale
  • L’orientamento del tempio
  • Chi erano gli Dei del tempio arcaico di Mater Matuta?

3.1.12.   Templi Etruschi: comparazioni, riflessioni

  • Premessa
  • Raggruppamento per date
  • Le unità di misura
  • Le misure dei dieci templi
  • Planimetrie comparate dei templi etruschi esaminati
  • I moduli e i numeri rappresentativi
  • La struttura dell’orientamento
  • L’esposizione solare del fronte
  • La dedica agli dei
  • Le tipologie
  • I caratteri dei templi tuscanici
  • Le tre celle
  • La presenza costante del rettangolo sacro 3×5
  • Il pronao
  • Celle e pronao: il Templum
  • Cosmologia e religione delle origini
  • Il rapporto fra la forma del tempio e la forma del territorio
  • Il progetto del tempio
  • Conclusioni sui templi etruschi

3.2.  LE ARCHITETTURE ETRUSCHE: I TUMULI

  • Tumulo e tholos: i precedenti
  • Tumuli
  • Tholoi
  • Circoli di pietre
  • La visione cosmologica e escatologica etrusca espressa nei tumuli

3.2.1.   Tumulo della Montagnola a Quinto Fiorentino

  • Premessa: i Tumuli fiorentini di Quinto Fiorentino, a destra dell’Arno
  • Misure del tumulo
  • La ricostruzione matematica del Progetto e le misure etrusche
  • Camere laterali
  • Il vestibolo
  • Il numero 137
  • La trasformazione del rettangolo-vestibolo in un cerchio
  • Un cerchio virtuale di diametro 13 pes (78 palmi) per il vestibolo
  • La camera sepolcrale
  • L’orientamento del tumulo
  • Il dromos
  • Raggio, diametro e circonferenza del tumulo
  • Possibili significati archetipi della circonferenza del tumulo
  • Nota sulle misure esterne del tumulo
  • Conclusioni sui numeri della Montagnola

3.2.2.   Tumulo della Mula a Quinto Fiorentino

  • Le misure
  • La camera sepolcrale
  • L’altezza della falsa cupola
  • Il tumulo
  • Conclusioni sulla Mula

3.2.3.   Tumulo di Montefortini a Comeana

  • La storia e le misure
  • Il tumulo e la tholos I
  • La camera sepolcrale II
  • Il vestibolo
  • Il dromos

3.2.4.   Tumulo di Montecalvario a Castellina in Chianti

  • Analisi delle misure
  • Le misure etrusche e le forme dell’architettura
  • Le porte sacre
  • Conclusioni sulle camere
  • Il diametro del tumulo
  • Un altro tumulo dell’area del Chianti che richiama il 53 e il 47

3.2.5.   Tumuli di Populonia

  • Tumulo dei Carri a Populonia
    • La ricerca della misura base
    • Camera sepolcrale
    • Il tamburo e il dromos
    • Il tumulo
  • Tumulo dell’Aryballos a Populonia
    • La camera sepolcrale
  • Tumulo dei letti funebri a Populonia
    • La camera sepolcrale
    • Il tumulo
  • Tomba del bronzetto d’Offerente a Populonia
    • Le misure e la geometria della camera sepolcrale
    • La planimetria
    • Il cerchio virtuale equivalente della camera
    • L’altezza interna della camera

3.2.6.    Tumulo della Pietrera a Vetulonia

  • Premessa
  • Discussione sulla lettura dei resti archeologici del complesso e della sua ricomposizione
  • Non c’è stato solo il crollo della tholos I
  • La distruzione di tutti i soffitti del livello I
  • I due dromos dei due livelli
  • Il muro sul fondo del vestibolo II
  • La scanalatura che segna l’accesso del vestibolo I
  • I frammenti delle statue: il crollo della tholos I non è avvenuto in fase di costruzione
  • Le tombe a fossa del tumulo della Pietrera
  • La ricostruzione logica degli eventi del monumento
  • La particolarità costruttiva della camera inferiore
  • La massa lapidea del monumento
  • Una curiosità: i piccoli ripostigli della camera I
  • Gli interrogativi sul livello superiore del monumento
  • La posizione del tumulo rispetto alla camera sepolcrale
  • L’orientamento del tumulo
  • Le misure della Pietrera, alla ricerca della misura etrusca
  • Pietrera I, il piano inferiore
  • La costruzione geometrica
  • Camera sepolcrale I
  • Vestibolo I
  • Camere laterali I
  • Pietrera II, il livello superiore
  • La costruzione geometrica
  • Camera sepolcrale II
  • Vestibolo II: le murature
  • Vestibolo II: l’altezza interna
  • Vestibolo II: la planimetria
  • La planimetria della Pietrera II ha una divisione vitruviana 3-4-3
  • Il fronte della Pietrera II poteva essere un fronte vitruviano, come un tempio?
  • La Pietrera poteva essere stata progettata a due livelli, fin dall’origine?
  • Come può essere andata, allora, la vicenda della Pietrera?
  • I frammenti delle statue della Pietrera: cultura semita a Vetulonia

3.2.7.   Tumulo del Diavolino II a Vetulonia

  • Misure rilevate
  • Il vestibolo
  • La camera sepolcrale
  • Le porte sacre

3.3.  IL CASO DELLE PORTE STROMBATE ETRUSCHE E LE RELAZIONI CON L’ARCHITETTURA MICENEA E IONICA

  • Premessa
  • I tumuli micenei e i templi ionici

3.3.1. Il tumulo del Tesoro d’Atreo a Micene

  • Analisi delle misure e dei numeri
  • Camera circolare
  • Camera rettangolare
  • Dromos
  • Diametro del tumulo
  • Le figure geometriche virtuali del Tesoro d’Atreo

3.3.2. Il tempio dell’Eretteo sull’Acropoli di Atene

  • Il complesso templare
  • Porta del portico nord: le misure

3.3.3. Il tempietto delle Nereidi di Xanthos, Licia

  • Analisi delle misure della porta e del monumento
  • Conclusioni

3.3.4. Conclusioni sulle porte strombate

3.4.    CONCLUSIONI SUI TUMULI ETRUSCHI

 

PARTE QUARTA

LA DIVISIONE GEOMETRICA SPAZIALE DI CITTA’, NECROPOLI, TERRITORI

Attraverso la lettura di tessuti urbani e di territori antichi, applicando le regole della matematica delle origini, si legge lo sviluppo della Teo-Pianificazione a cominciare da Uruk. Il testo non segue un percorso lineare storico, ma, alla rovescia, affronta le caratteristiche della pianificazione delle città mediterranee di nuovo impianto fra l’VIII e il VI sac, e ne trova le connessioni direttamente con la fondazione delle tre capitali assire costruite dal IX al VII sac. Da qui parte la ricerca di esempi sempre più antichi, del mondo minoico-miceneo come Tebe in Beozia e dell’ittita Hattusas; per finire con tre capostipiti: la teo-pianificazione di Uruk a Sumer; quella del complesso Piramidi-Sfinge di Giza e quella di Waset-Tebe in Egitto. L’analisi di alcune città etrusche (Pompei, Marzabotto, Volsinii, Vetulonia (con Roselle e Populonia), Santa Maria Capua Vetere, Fiesole, Caere, Roma), dimostra senza titubanze che la cultura etrusca era partecipe in tutto per tutto delle due grandi civiltà antiche, la mesopotamica e l’egiziana, e che in particolare la divisione spaziale geometrica usata in Italia era identica a quella mesopotamica, compreso le misure di lunghezza e di superficie.

CAP. 4. IL FILO LOGICO DELLA STORIA DEL PROGETTO DELLA  CITTÀ GEOMETRICA

4.1. LE CITTÀ MEDITERRANEE FRA L’VIII E IL VI SECOLO

  • La cultura occidentale del progetto urbano prima dell’epoca classica del V sac
  • Le coincidenze di misure metriche nelle nuove città dell’VIII-VI sac
  • Le misure in piedi delle città di nuova fondazione fra VIII e VI sac
  • La cultura della divisione spaziale mesopotamica e la presenza della matematica delle origini

4.2.   LE TRE CAPITALI ASSIRE DEL  I  MAC

  • Premessa: il rapporto fra Siria e Assiria con la cultura orientalizzante in Occidente
  • Ancora una volta la civiltà avanza col Viaggio
  • La conclusione del Periodo Orientalizzante
  • I caratteri delle tre capitali
  • La metodologia di analisi

4.2.1. Nimrud
4.2.2. Khorshabad
4.2.3. Ninive
4.2.4. Conclusioni sulle tre capitali

4.3.  CASI EMBLEMATICI DI CITTÀ GEOMETRICHE FRA L’VIII E IL VI SAC

4.3.1. Zernaki Tepe sul lago Van, in Urartu, Anatolia

  • Il sito e la fondazione
  • La misura
  • L’orientamento
  • L’analisi del sistema urbano
  • Conclusioni

4.3.2. Cirene in Libia, Africa

  • Il sito e la fondazione
  • La misura e gli isolati
  • La città al momento della fondazione
  • La struttura matematica della divisione urbana
  • La Forma di Cirene e il suo orientamento

4.3.3. Cuma, in Campania, Italia

  • Fondazione e Forma
  • L’analisi della struttura urbana: misure in piedi e numeri mesopotamici
  • Conclusioni

4.3.4. Palermo (Panormos, Mabbonath, Zyz) città fenicia in Sicilia

  • Il sito della città
  • L’asse territoriale e l’orientamento
  • La Forma bipolare della città
  • Il circuito delle mura urbane
  • La ricerca della struttura matematica della città fenicia nella topografia attuale
  • Il territorio di Palermo

4.3.5. Il caso di Mileto e Ippodamo

  • Lo spazio commerciale e culturale di Mileto
  • Mileto
  • Il caso di Ippodamo e del Piano Urbanistico
  • Cosa possiamo dire del Piano di Ricostruzione
  • L’orientamento degli Assi
  • Il Piano ci offre alcune misure significative
  • Le geometrie del circuito murario
  • Conclusioni sul Piano di Ricostruzione di Mileto

4.4.    INDIETRO NEL II MAC: LE CITTÀ GEOMETRICHE MINOICHE E MICENEE  E IL CASO ITTITA

4.4.1.  Enkomi, a Cipro

  • Enkomi: la storia e i protagonisti
  • La città
  • Misure e orientamenti di Enkomi

4.4.2.  Il caso clamoroso di Tebe in Beozia

  • Tebe: la divisione geometrica della Kadmea
  • Poteva esserci una cultura del progetto urbano e territoriale nella Beozia micenea?
  • Il progetto e la realizzazione della bonifica del lago Kopais
  • La ricerca della geometria, della matematica e della misura nella Kadmea
  • Il quadrante sud
  • L’unità di misura della griglia di Tebe
  • Il quadrante nord della Kadmea
  • Il disegno completato della Kadmea dimostra la sua origine egiziana
  • Il doppio quadrato di Tebe e il tumulo di Amphion e Zethos
  • Cosa rappresenta la Ziggurat o Piramide a gradoni?
  • Le Sette Porte della Kadmea e i luoghi topici
  • Il Kabeiron di Tebe: ancora un caso speciale
  • Il rapporto della Kadmea col suo territorio
  • Conclusioni

4.4.3.   Hattusas, la capitale degli Ittiti

  • Premessa
  • Il territorio di Hattusas
  • La città teo-pianificata
  • L’Acropoli e il grande Tempio

4.5.     ALLE ORIGINI DELLE DIVISIONI SPAZIALI GEOMETRICHE: L’ARCHETIPO DI URUK, A SUMER

4.5.1.  Uruk a Sumer

  • La matematica delle origini era già nella Cultura Obeid
  • Il salto evolutivo è stato primariamente scientifico, col contenuto dell’Armonia
  • Uruk e l’Eanna: il quadrato É e il rettangolo Bur: matematica e scrittura
  • La Uruk sumera
  • Immaginare la casa di Dio crea l’Architettura: il Tempio a Mosaico di Coni di Pietra
  • Il Tempio di Calcare dell’Eanna
  • Il Tempio Bianco della terrazza di Anu
  • Conclusioni sui Templi
  • Anche la Città è divisione spaziale: la griglia N4:3E
  • La Forma orientata della città e il distretto centrale dei templi
  • La Forma completa di Uruk
  • Conclusioni

4.5.2.   Habuba Kabira

  • Le ragioni insediative: il Viaggio, fra il IV e il III mac
  • Uruk, il Golfo Persico e la rotta dell’India
  • La civiltà della Valle dell’Indo
  • Habuba Kabira, la città

4.6.     ALLE ORIGINI DELLE DIVISIONI SPAZIALI GEMETRICHE: DUE CASI EGIZIANI, GIZA E WASET

4.6.1.  Il progetto territoriale delle Piramidi di Giza

  • Lunghezze, altezze e inclinazioni delle tre Piramidi
  • La Piramide di Chufu
  • La Piramide di Khafre
  • La Piramide di Menkaure
  • Il Progetto della Forma di Giza
  • L’ipotesi di studio: le misure territoriali ripetono quelle della Grande Piramide
  • Il Disegno di Chufu e Khafre
  • Il grande quadrato territoriale delle due Piramidi
  • L’inserimento della Piramide di Menkaure nel Disegno
  • La scelta dei numeri 1848 e 1540 e i loro simboli
  • Una prova dell’importanza del 1848
  • La possibile griglia geometrica di Giza
  • L’altra metà di Giza: la Sfinge e i Templi della Valle
  • La somiglianza dello schema geometrico completo di Giza con le misure mesopotamiche

4.6.2.   Tebe d’Egitto: Waset, la città più bella della Storia Antica

  • Karnak, Luxor, Deir-el-bahari, Valli dei Re e Regine
  • La storia
  • Il Progetto di Waset e la geografia cultuale del Medio e Nuovo Regno
  • Le misure e gli orientamenti delle due griglie territoriali
  • L’orientamento di Karnak e le sorprese della misura della maglia
  • L’orientamento del viale delle Sfingi: Ipet-resyt come Djeseret

4.7. LE CITTÀ ETRUSCHE E I LORO TERRITORI

4.7.1. Città dedicate a un Dio

  • La configurazione spaziale era dedicata a un Dio
  • La dedica nominale: l’aspetto linguistico
  • Un approfondimento sintetico necessario: le lingue nel mediterraneo al momento del fiorire della civiltà etrusca
  • La scrittura semitica settentrionale
  • L’Aramaico
  • Gli scambi linguistici
  • L’origine semita delle misure etrusche deve rivelare una componente semita dell’etrusco
  • I nomi di molte delle città etrusche sono significativi di un’origine semita: il dio Ba’al nelle città
  • Considerazioni

4.7.2. Morfologia delle città etrusche e del territorio

  • Introduzione alle città etrusche teo-pianificate
  • Le citta della Campania e dell’Etruria Meridionale
  • Le città-fegato dell’Etruria Settentrionale
  • I caratteri delle tre sub-divisioni geometriche dei quadrati centuriali etruschi
  • I rapporti fra Città-Necropoli-Territorio

4.8.   L’unica città etrusca vecchia di soli 400 anni: Pompei

  • Perché Pompei?
  • Gli Etruschi a Pompei
  • La città delle origini
  • Le misure e le griglie urbane
  • Le misure dell’Acropoli
  • L’orientamento

4.9.   Marzabotto: la città nota che era ignota

  • Introduzione
  • La geometria della città
  • Le figure geometriche della città e dell’acropoli

4.10.   Volsini (Orvieto)

  • Introduzione
  • La geometria della città
  • Il territorio e il suo segno che indica il Santuario etnico

4.11.   Vetulonia

4.11.1. la fondazione dello stato vetuloniese

  • Ricostruzione del territorio antico
  • Populonia e il problema della rotta tirrenica occidentale
  • Un presidio etrusco sulla rotta occidentale
  • Populonia era il terminal in Etruria del sistema logistico delle merci orientali
  • Vetulonia, Populonia, Roselle: chi era la Città-Stato?
  • Esisteva davvero un progetto di fondazione del territorio?
  • Le ragioni di un unico territorio per tre città

4.11.2. Il territorio di Vetulonia

  • Il territorio delle origini: lo Stato Vetuloniese
  • La fondazione di questa città è un Progetto
  • Il territorio di Vetulonia alla fondazione
  • La rappresentazione del territorio alla scala 1:200.000: Terminatio e Limitatio
  • Progetto di Fondazione e linguaggio matematico erano uniti nella teo-pianificazione
  • Un unico territorio per tre città

4.11.3. La terminazione del colle di Vetulonia

  • Gli elementi topografici
  • La ricerca del centro di rotazione della Terminatio del Saltus di Vetulonia
  • La rotazione dell’intero colle di Vetulonia: Saltus o Shar?
  • Dalla Terminatio del colle alla Limitatio della città e della necropoli

4.11.4. La necropoli di Vetulonia

  • La Forma delle necropoli
  • Il caso dei tumuli della Pietrera e del Diavolino II
  • Il disegno territoriale del tumulo della Pietrera
  • Il tumulo del Diavolino I
  • Il tumulo del Diavolino II
  • Il tumulo di Poggio Pepe
  • L’ipotesi di una divisione in quadrati di 240×240 cubiti
  • Il tumulo di Sant’Andrea
  • Il circolo del Duce
  • Il tumulo del Belvedere

4.11.5. Vetulonia città

  • Il rapporto fra il territorio urbano e quello delle necropoli
  • Il progetto di Fondazione di Vetulonia
  • Vetulonia ha una divisione romulea
  • Le tracce dell’Acropoli nell’abitato medievale
  • Costa Murata
  • L’area compresa fra l’Acropoli e Costa Murata
  • Le tre porte della Cittadella
  • Il Pomerium
  • Lo sviluppo urbano: gli scavi di città
  • Lo sviluppo urbano da Poggiarello Renzetti al Conventino
  • L’occupazione dei terrazzamenti a SW
  • La città rappresentata con tutti i suoi sviluppi urbani

4.12.   Roselle e Populonia

  • Introduzione
  • La geometria della città

4.13.   Santa Maria Capua Vetere: Vulturnum

  • Vulturnum
  • Il territorio delle origini
  • I fiumi Volturno e Clanis e la grade bonifica: uno dei territori etruschi più estesi
  • La mia tesi sul progetto etrusco di Vulturnum e dell’Agro Campano
  • La fondazione e la città degli inizi
  • Gli Etruschi di Vulturnum
  • Lo strano rapporto fra Capua-Vulturnum e Cuma
  • I percorsi terrestri preistorici e quelli etruschi: le nuove strade carrabili
  • Due autostrade per Vulturnum
  • La via centrale (Latina etrusca)
  • La via costiera (Appia etrusca)
  • Le vie del nodo di Capua-Vulturnum: l’Asse Etrusco e le altre
  • Il progetto di Divisione Spaziale di Vulturnum
  • La Divisione Spaziale del territorio di Vulturrum

4.14.   Fiesole

  • Introduzione
  • La geometria della città
  • La divisione geometrica e la bonifica della valle dell’Arno a Firenze
  • Le necropoli nella valle dell’Arno

4.15.   Cere

  • Introduzione
  • La geometria della città

4.16. La Roma di Ruma, la Città Romulea e le Mura Serviane

  • Il territorio delle origini
  • Toponimi e affreschi rivelano gli Etruschi sulla riva sinistra del Tevere
  • Quanto era importante la presenza etrusca di Ruma?
  • L’aspetto morfologico antico fra Tevere, Aventino, Palatino, Celio, Velia, Capitolino
  • Il Tevere era la via fluviale per Veio, Falerii e Volsinii
  • Il nodo strategico di Ruma e le vie etrusche
  • La prima grande piazza-mercato nella Valle Murcia bonificata
  • La scena del Mito nella Ruma delle origini
  • La fondazione della Roma Quadrata: i postulati della ricerca
  • Le tracce sul Palatino
  • La divisione spaziale romulea sul Palatino
  • L’orientamento matematico della Roma Romulea
  • La città romulea possedeva un’acropoli?
  • Esisteva un’Acropoli e la Porta Romanula era il suo accesso interno
  • Le Porte e le Mura della città romulea
  • Le mura serviane con 16 porte
  • I principi del Progetto della Forma di Roma e delle sue Mura
  • La grandiosità e la modernità della Roma Serviana
  • Il rapporto fra la città romulea e la Roma delle mura serviane. L’origine nella Porta Querquetulana
  • Il primo schema geometrico: l’estensione della città palatina
  • Le tre porte principali della Roma Serviana
  • L’area sacra del Foro e dell’Acropoli capitolina
  • La terza geometria: l’orientamento solare
  • La coincidenza dei segni topografici con la Forma geometrica
  • La sovrapposizione delle 3 Forme della Roma Serviana

PARTE QUINTA

TIRRENI DI LEMNOS E ETRUSCHI

Una lunga analisi territoriale e il ritrovamento dello stesso linguaggio della matematica delle origini nelle due città tirrene di Efestia e Myrina, oltre all’alfabeto etrusco arcaico dell’isola e al culto arcaico dei Kabiri, dimostrano la medesima cultura di Tirreni e Etruschi.

CAP. 5. L’ISOLA DI LEMNOS E IL CASO DEI TIRRENI

5.1.     L’Etruria di Lemnos

  • Introduzione all’Etruria di lemnos
  • Perché proprio Lemnos?
  • Quattro isole davanti alla porta dell’Asia: Lemnos, Imbros, Tenedos

5.2.     Descrizione delle quattro isole

  • Lemnos
  • Imbros
  • L’analisi territoriale su Imbros
  • Tenedos
  • Lo spazio del Sacro nell’Egeo Settentrionale
  • L’isola-santuario di Samotraki

5.3.     Tirreni, Teresh-Tursha, Pelasgi

  • Spostiamo la prospettiva direttamente sui Tirreni nell’Egeo
  • Semiti, Anatolici, Minoici e Micenei a Lemnos (Apollonio Rodio e gli Argonauti)
  • Tirreni-Pelasgi a Lemnos
  • Teresh-Tursha
  • Come sono giunti a Lemnos i Tirreni?
  • L’ipotesi della provenienza orientale degli Etruschi-Tirreni
  • L’ipotesi della provenienza Lidia, reinterpretata
  • Maionia, Lidia, Misia, alla fine dell’Età del Bronzo
  • I Pelasgi visti da Omero
  • La Lidia antica, Lidi, Tirreni
  • La regione della Propontide
  • Le tracce dei Tirreni nella regione della Propontide
  • I Tirreni nell’Egeo e a Lemnos: marinai
  • I Tirreni-Pelasgi nella letteratura antica:la provenienza
  • Tirreni-Pelasgi a Lemnos
  • I Pelasgi-Tirreni raccontati da Erodoto
  • La decadenza tirrena in Egeo: la partenza dei Tirreni da Lemnos
  • Le guerre persiane e la diaspora tirrena
  • Continuità culturale a Lemnos

5.4.     Miti e Culti a Lemnos: Efesto, Artemide, Kabiri, Argonauti, Labirinto

  • Lingua, cultura, mito
  • Culti in età arcaica (tirrena)
  • Efesto, i Kabiri, il Labirinto: lo stesso filo
  • Efesto
  • Il mito di Efesto
  • Se in origine la figura di Efesto fosse stata di un dio equivalente a Zeus?
  • La probabile funzione di Efesto nella teogonia-cosmogonia
  • Efesto e Ptah
  • Artemide
  • Efestia e Cybele
  • I Kabiri e il loro culto
  • Dardanos e Kadmos a Samotraki: il coinvolgimento di Troia e Tebe
  • I Kabiri in Etruria e a Roma
  • I Labirinti e il Labirinto a lemnos: Plinio conosceva i Tirreni
  • Gli Etruschi conoscevano Lemnos?
  • Un’olpe ceretana e un frammento di vaso tirreno a Lemnos
  • Un frammento di vaso con un uomo alato a Lemnos

5.5.   Scrittura tirrena etrusca a Lemnos e in Etruria

  • I Tirreni e la scrittura etrusca: la stele di Kaminia
  • Lemnos, Etruria, alfabeto e scrittura
  • L’integrazione etnica era il brodo di coltura del nuovo alfabeto ionico
  • Kadmos e il passaggio dall’alfabeto fenicio a quello ionico
  • L’indeterminatezza dell’epoca di formazione dell’alfabeto semitico
  • La testimonianza di Erodoto e l’epigrafe aramea dell’Eubea
  • Omero, Esiodo e i tre dialetti ellenici: ionico, eolico, dorico
  • Conclusioni sugli alfabeti
  • Tesi: lo sviluppo dell’alfabeto tirreno-etrusco nell’Egeo in contiguità con lo ionico
  • Primo: il linguaggio matematico etrusco-tirreno è mesopotamico-egiziano
  • Secondo: Cuma non aveva la forza di trasmissione, né i tempi
  • Terzo: nella lingua etrusca i nomi di molte città evidenziano l’origine semita
  • Quarto: che ci fa una lingua anatolica in Italia?
  • Quando si è formato l’alfabeto tirreno-etrusco?

5.6.    TERRITORIO E CITTA’ A LEMNOS

  • Premessa

5.6.1. La divisione geometrica del territorio a Lemnos

  • La metodologia di riconoscimento di una griglia spaziale geometrica (limitatio)
  • Gli allineamenti di Lemnos
  • Decumani NE-SW
  • Cardini NW-SE
  • Decumani EW
  • Cardini NS
  • Misure
  • Allineamenti solari
  • Generazione degli insediamenti
  • Confini delle proprietà fondiarie
  • Generazione di luoghi sacri
  • Osservazioni e conclusioni
  • Limitatio o allineamenti misurati
  • Chi ha realizzato questa divisione territoriale?
  • La divisione territoriale di Efestia-Kabirion-Kaminia
  • Il golfo e la laguna di Efestia
  • I villaggi
  • La divisione del territorio di Myrina

5.6.2. Myrina

  • Premessa
  • Il territorio di Myrina
  • La forma di Myrina: il rettangolo-doppio quadrato
  • La divisione urbana di Myrina
  • Geometria e misure della divisione urbana di Myrina
  • Il santuario extraurbano di Artemide-Selene

5.6.3. Efestia

  • I caratteri geomorfologici del sito
  • Efestia: dove era Efesto?
  • L’origine della divisione territoriale
  • La divisione urbana
  • I resti della città
  • Necropoli tirrena di Efestia

5.6.3.1. Efestia: Santuario della Grande Madre e Teatro

  • Il santuario della Grande Madre
  • Il teatro

5.6.3.2. IL Promontorio di Efestia: è il Santuario di Efesto?

  • Il promontorio di Efestia, Ekato Kefalon
  • Le grotte
  • Il tempio nella roccia

5.6.4. Il Santuario dei Kabiri a Chloi

  • Premessa
  • I tre templi del Kabirion
  • La grotta marina di Chloi
  • Gli orientamenti dei tre templi del kabirion
  • L’analisi geometrico-matematica del tempio tirreno (arcaico)

5.7.  Conclusioni su Lemnos

  • Contiguità e continuità della cultura tirrena-pelasgica di Lemnos con quella micenea
  • Provincialità e isolazionismo della cultura di Lemnos
  • La Teoria degli Insediamenti: la Forma del territorio e della città
  • Diversità fra Etruschi d’Etruria e Tirreni di Lemnos

PARTE SESTA

LA TOMBA DI PORSENNA NON ERA UNA FAVOLA E NEMMENO UNA TOMBA

Uno dei rompicapo più noti della storiografia etrusca ha visto cimentarsi decine di studiosi nella sua interpretazione e nella ricostruzione della figura geometrica, a cominciare da illustri architetti rinascimentali, che l’hanno interpretato in modo soprattutto umanistico. La matematica delle origini ha permesso di  decodificare i numeri mancanti fra quelli dettati da Plinio e per ricostruire la Forma del Monumento.

Ne è scaturito l’unica figura mitologica etrusca tramandataci, che, a mio parere, rappresenta la loro visione cosmica.

CAP. 6. LA TOMBA DI PORSENNA

6.1.     La tomba di Porsenna: la storia

  • Premessa
  • Il testo di Plinio il Vecchio
  • Cinque secoli di discussioni e ricerche
  • Analisi della rappresentazione delle figure
  • La forma delle piramidi quadrata o conica
  • La “piegatura” delle piramidi
  • Un globo unico o cinque globi
  • Un globo intero oppure un semi-globo
  • Pègaso invece che petàso
  • Le piramidi superiori sul globo o sui globi
  • Le misure e i numeri
  • I riferimenti morfologici antichi: il tumulo di Aliatte, il Mausoleo di Alicarnasso, la tomba degli Orazi e Curiazi
  • Le forme di cupole-globi, guglie-piramidi, cubi e sfere, catene, ci sono familiari
  • I fatti e le interpretazioni dei fatti
  • Metodologia di analisi della figura e ipotesi diverse
  • Geometria, numeri, mito, simbolo
  • I significati simbolici delle figure geometriche della rappresentazione
  • Mito e simbolo
  • Cosa rappresentano le figure geometriche?
  • Una antichissima visione Sumerica
  • La trasmissione a nord e ad est della cultura Sumerica
  • Altre simili rappresentazioni cosmologiche orientali: l’architettura Buddhista
  • Lo stupa
  • Lo stupa di Sanchi
  • Il tempio Mahabodhy a Bodh Gaya
  • Il tempio Zhen Jue a Beijing
  • Il contenuto del culto solare
  • Conclusioni sulla forma
  • L’universo tripartito
  • Le geometrie simboliche elementari delle figure
  • Il quadrato
  • La terra in cielo è quadrata?
  • Il Labirinto
  • Conclusioni sulla presenza del Labirinto
  • Quattro piramidi-pilastri e la croce dei cardinali
  • Una piramide Asse del Mondo
  • Cerchio e sfera
  • Il petaso
  • Le nove piramidi superiori ed il quadrato celeste
  • Un oggetto emblematico della figura etrusca: il carrello di Bisanzio

6.2.     Costruzione della Figura Etrusca con la matematica delle origini

  • I rapporti matematici delle misure
  • Figura e Forma nella Tomba di Porsenna
  • Premesse per un restauro scientifico della figura e della forma
  • Introduzione: una architettura quadrata come tomba di re ……
  • Ciascun lato era largo 300 piedi e alto 50
  • Dentro questa base un Labirinto inestricabile
  • Sopra questo quadrato stanno 5 piramidi
  • In basso larghe 75 piedi. Alte 150. Le 4 piramidi: pilastri del mondo e punti cardinali
  • La quinta piramide:la montagna celeste-asse cosmico
  • Significati simbolici delle tre scacchiere nel mito: la parte terrestre della Rappresentazione cosmologica
  • Inclinate in modo tale (ita fastigatae) che in cima a tutte è collocato un globo di bronzo e un unico petaso
  • Dal quadrato alla sfera: ciò che Plinio non dice o non sa
  • Il segreto della costruzione del globo: la quadratura del cerchio. Emerge ancora la geometria delle origini
  • Su questo globo stanno al di sopra 4 piramidi, alte ciascuna 100 piedi
  • Sopra queste, in una unica base, 5 piramidi delle quali Varrone ebbe vergogna a dare l’altezza. Le favole Etrusche tramandano che l’altezza fosse l’altezza di tutto quanto l’edificio
  • La profonda conoscenza geometrico-matematica
  • Si può costruire?
  • La griglia modulare spaziale contenente la figura cosmologica
  • La metà altezza di 4×5 moduli cela 12 rettangoli proto-aurei
  • I numeri topici della figura
  • I numeri nascosti nella Forma
  • Riflessioni sui numeri del Tempio Vitruviano e della Figura della Tomba di Porsenna
  • Considerazioni conclusive sull’analisi della tomba di Porsenna
  • Riscontro dei princìpi adottati nella ricostruzione della figura
  • I risultati distintivi che derivano da questa analisi
  • La Figura-mito è una rappresentazione cosmologica del mondo
  • Essa denuncia la visione della struttura matematica dell’Universo
  • La particolarità della visione geometrico-matematica Etrusca
  • La visione cosmologica è condivisa da più culture antiche
  • Non sarà una parte della Etrusca Disciplina?

ABBREVIAZIONI

ac avanti Cristo
dc dopo Cristo
sac secolo avanti Cristo
sdc secolo dopo Cristo
mac millennio avanti Cristo

Annotazioni

Il testo completo si svolge per circa 950 pagine (formattazione standard, interlinea 1, Arial 12); ed è accompagnato da altrettanti disegni e immagini in linea, per la comprensione delle tematiche descritte.

Il testo è stato terminato nel Dicembre 2016
ABBREVIAZIONI

ac avanti Cristo
dc dopo Cristo
sac secolo avanti Cristo
sdc secolo dopo Cristo
mac millennio avanti Cristo
cap capitolo
CR          cubito reale egiziano
CA          cubito aureo etrusco
PL           palmo
QTE        quadrato territoriale elementare 1440×1440 cubiti (2400×2400 pes)
QTE2      1/4 QTE 720×720 cubiti (1200×1200 pes)
WEB LINKS

Non ho utilizzato links specifici perché i siti possono mutare nel tempo, come ho potuto constatare durante gli anni della mia ricerca.

Ormai Wikipedia mostra solide basi, in particolare i siti governativi, di Istituzioni Scientifiche e di Università. Invito pertanto i lettori che desiderano approfondire i temi trattati a documentarsi su soggetti, località, personaggi citati nel testo.

Una particolare citazione per lo strumento Google Earth, che è stato essenziale non solo per verificare e analizzare i siti attraverso le foto zenitali, ma anche per la possibilità di misurare e di orientare territori e architetture.
AVVERTENZA COPYRIGHT

Il testo, i miei disegni e le mie foto possono essere riprodotti o rielaborati col solo riferimento a questo saggio e al suo autore, tramite comunicazione via email. Questo è un omaggio alla libertà di ricerca e a internet; e l’unico modo per far crescere le conoscenze e il dialogo nella comunità degli studiosi. Devo parte della documentazione che ho raccolto a Internet, tanto che penso che il mio lavoro degli ultimi 15 anni su una materia tanto vasta sarebbe stato impossibile senza.
COMUNICAZIONI

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IL TITOLO “La ricerca di É”

“É” è il pittogramma sumerico che significa Casa e raffigura un quadrato (IV mac)